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Solennità di Gesù buon Pastore a Roma

Governo Generale

Inserita il: 10/05/2017

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Il 6 maggio scorso, alle ore 18, la Famiglia Paolina di Roma e dintorni ha celebrato insieme alla comunità parrocchiale intitolata a Gesù buon Pastore, alla Montagnola, la Solennità di Gesù buon Pastore. La celebrazione è stata presieduta da don Luigi Razzano, presbitero della diocesi di Acerra, scultore presso il Centro Aletti di Roma, che recentemente ha realizzato l’opera marmorea del Bel Pastore, posta nel giardino della Casa Generalizia delle Pastorelle. Hanno concelebrato don José Salud Paredes, consigliere generale della Società San Paolo, don Eustacchio Imperato, superiore della provincia Italia ssp, inoltre erano presenti vari sacerdoti. 
Sr Marta Finotelli, superiora generale, ci ha introdotto alla celebrazione pre- festiva della IV Domenica di Pasqua, sottolineando il tema della 54ª Gionata Mondiale di Preghiera per le vocazioni: “Sospinti dallo Spirito per la missione”. Ha richiamato alcune parole di Papa Francesco, tratte dall suo consueto messaggio per questa ricorrenza: “L’impegno missionario non è qualcosa che si va ad aggiungere alla vita cristiana, come fosse un ornamento, ma, al contrario, è situato nel cuore della fede stessa: la relazione con il Signore implica l’essere mandati nel mondo come profeti della sua parola e testimoni del suo amore”. “Per realizzare questa missione – ha continuato sr Marta – Dio Padre ci invita in modo particolare oggi a passare attraverso la porta, la porta che è lo stesso Gesù Maestro e Pastore. Con Lui e attraverso di Lui possiamo definitivamente vincere la prigionia dell’individualismo, dell’egoismo per uscire sulle strade del mondo e comunicare la bella notizia della salvezza: il Vangelo dell’amore che è per tutti”. 
 
Nella sua omelia, don Luigi ci ha proposto una meditazione sul Vangelo del Buon Pastore (Gv 10, 1-10) affermando che ogni parabola raccontata da Gesù ha uno scopo molto preciso: sviluppare la nostra intelligenza spirituale e conseguentemente il nostro vero rapporto con il Signore. Gesù si auto definisce ‘la Porta’ e dopo il racconto di questa parabola, che può sembrare una semplice storiella, inizia la sua persecuzione. Lui ‘spinge’ fuori le pecore, che significa: sta cercando di strappare i figli di Israele da un sistema religioso che soffoca la vita spirituale, la fede. Anche oggi –afferma d. Luigi - rischiamo di vivere un sistema religioso fondato sulle norme, regole, religione, lasciando da parte la fede e il rapporto personale con il Signore. Ecco perché il Buon Pastore è colui che diventa per tutti Porta per la salvezza degli altri. 
 
Nella certezza che il Signore ci chiama sempre ad essere “Buone Pastore” in mezzo al suo popolo, ringraziamo coloro che ci hanno accompagnato nel celebrare questa importante solennità nelle diverse parrocchie sparse nel mondo, dove operano le Pastorelle!

 

sr Cristiane Ribeiro, sjbp





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giulietta ciacchini

18/05/2017 | 23:45

Che bella Celebrazone, il Buon Pastore senza dubbio continua accompagnandoci con amore nella missione pastorale. Grazie per la novena inviateci, sempre molto bella, profonda e pastorale. Con affetto grande Giulietta e comunita' de Yacuiba Bolivia.

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